sabato 21 febbraio 2009

Dedicato a Nuvola Bianca

Corri Nuvola Bianca
nelle infinite distese
di soffice zucchero filato....

Ti vedo galoppare
a perdifiato
nelle praterie
evanescenti.


sabato 14 febbraio 2009

giovedì 12 febbraio 2009

La storia di Ciacchina


video

Nella savana è nata Ciacchina.................


UN’ ESCURSIONE INSOLITA


Alle sette antimeridiane di una tranquilla mattina di luglio, tutti i componenti del gruppo equestre amatoriale, nato da poche settimane, avrebbero dovuto trovarsi all’imbocco della piccola strada di sassi bianchi che conduce, ripida e panoramica, sulla vetta del monte più alto della vicina catena montuosa, per un’escursione tra i boschi.
Elisa, l’amazzone più mattiniera, in sella alla sua cavalla Sally, si trovava sul luogo d’incontro, con una buona mezz’ora d’anticipo, per godersi nel silenzio, interrotto a tratti dal cinguettio dei passerotti, uno degli spettacoli più incantevoli che la natura possa offrire: l’alba di un nuovo giorno. Il rumore cadenzato degli zoccoli dei cavalli in avvicinamento, richiamano l’attenzione di Sally che immediatamente volge il muso nella direzione dei sei cavalieri e continuando a masticare un ciuffo d’erba fresca strappato dal ciglio della strada,li osserva scupolosamente uno ad uno, ma senza timore poiché ne riconosce gli odori. Elisa abbandona la sua posizione, da dove si poteva contemplare il disco giallo innalzarsi sempre più in alto dalla creste dei monti scuri, per andare a salutare i suoi compagni di viaggio. Anche Mirco e Stefania, i due componenti più giovani del gruppo ce l’hanno fatta ad alzarsi così presto per seguire i più esperti nell’escursione montana. Avevano partecipato in passato a diverse passeggiate con i loro cavalli ma questa era la prima volta che dovevano affrontare un percorso così tortuoso e non privo di difficoltà, nonostante tutto erano tranquilli poiché riponevano moltissima fiducia nei loro animali con i quali avevano raggiunto un discreto livello di affiatamento. Erano riusciti a procurarsi le bisacce per il pranzo al sacco e due grandi borracce scamosciate da riempire al primo ruscello che avrebbero incontrato. Non c’è niente di più dissetante dell’acqua sorgiva in una promettente calda giornata d’estate aveva assicurato Elisa ai ragazzi, il giorno precedente
Dopo i saluti i cavalieri e le amazzoni si dispongono in fila indiana per accingersi ad affrontare il primo tratto del sentiero, uno dei più ripidi dell’intero percorso ma il più panoramico e suggestivo.
- Hanno ragione a chiamarla “ strada Belvedere”! Esclama stupefatta Mara,l’amica di Elisa. - Da questa posizione è possibile ammirare tutta la vallata, le curve sinuose del fiume e persino il mare in lontananza con le principali isole! E’ veramente una visione incantevole.
- Sì, è proprio vero. Conferma Giulio il più anziano dei cavalieri.
- Tuttavia non lasciatevi rapire troppo dall’incanto del paesaggio, fate attenzione piuttosto a dove i cavalli mettono gli zoccoli, poiché il bordo del sentiero è cedevole e franoso. -Ok. Rispondono gli altri. Ricevuto capo!
Oltrepassata la grande curva che sovrasta la cava di pietre rossastre, la strada sassosa si inoltra in un fitto bosco di castagni, pini marittimi e piccoli olivi nati spontaneamente. L’aria frizzantina procura un po’ di refrigerio alla spensierata comitiva che comincia ad accalorarsi.

Continua.........................

Racconti


Quando finisce l’inferno comincia il paradiso


Mentre un refolo muove dalla fronte, una ciocca arricciata della folta chioma castana scura, lo sguardo vaga in fondo all’orizzonte laddove le bianche vele si perdono nel riverbero accecante della forte calura estiva. La mente corre, improvvisamente, all’immagine del padre, fissata in una foto in bianco e nero, sbiadita e sgualcita. Un uomo giovane, dai folti baffi corvini cadenti, morto inaspettatamente di polmonite fulminante, al ritorno da un viaggio con la diligenza, da un paesino alla periferia della città. Questo è ciò che ha sempre sentito raccontare dalla madre di mezz’ età, nei momenti di profondo sconforto. Avrebbe desiderato moltissimo conoscerlo di persona, sin da quando, bambina, rivolgeva le innocenti domande ai familiari per conoscere la verità sulla partenza, ormai troppo prolungata ed inverosimile del padre. Quel viaggio stava diventando un ossessione per la ragazzina. Alle domande insistenti e precise, seguivano immancabilmente, rispose vaghe, concise e frettolose dei parenti. Solo con l’inizio della scuola elementare la fanciulla comprese la triste realtà, mai completamente accettata.
Anche adesso, adolescente dalle fattezze, ormai di donna, spesso avverte la mancanza della presenza della figura paterna, nonostante, il fratello maggiore si prodighi per la famiglia, cercando di assicurare a tutti affetto, cure ed un tenore di vita decoroso, proprio come avrebbe fatto il padre. Nonostante ciò la ragazza a volte, si isola in un mutismo malinconico, pensando al padre.
Come ogni anno, Gianna, insieme alla madre e ai fratelli, nel mese di agosto si trasferisce dalla città, dove il caldo è insopportabile ed afoso, nella piccola cittadina rivierasca dal clima mite e gradevole, le cui bellezze paesaggistiche più volte sono state decantate dal poeta D’Annunzio, nelle sue liriche.
Rapita dall’incantamento del paesaggio marino, al quale fa da cornice la verdeggiante e rigogliosa pineta, la ragazza non si accorge che, Alberto, il ragazzo più anziano ed intraprendente del gruppo di amici, che ogni anno si ritrovano al mare in vacanza, sta trascinando verso la riva la grossa camera d’aria di un vecchio camion, per cominciare il gioco più apprezzato dai giovani nuotatori. I richiami insistenti dell’amica del cuore la distolgono dai suoi pensieri. Non c’è niente di meglio da fare, in una torrida giornata d’agosto, che tuffarsi nell’enorme cerchio di gomma nera e sfidare i partecipanti in una vera e propria gara di resistenza. Gianna salta giù dal patino di legno, confidente muto di piccoli segreti, bisbigliati tra amiche, con l’agilità di una giovane gazzella per raggiungere gli amici. Non vede l’ora di bagnarsi nell’acqua fresca, a quell’epoca cristallina, per eliminare il fastidioso prurito provocato dal pesante costume di lana, color bordeaux.

Continua....................


mercoledì 11 febbraio 2009






Tramonto

Tremuli i pensieri
riflettono
sull’immenso
specchio d’acqua
d’arancio colorato.

Onde leggiadre
la brezza disperde
come fragili foglie
trasportate lontane.
Lacrime di tristezza
rigano
infossate guance
di un volto stanco
provato dalla vita.

Solitario
il vecchio canta
al fulgido
disco infuocato
che s’immerge
nelle onde increspate
del Tirreno,
antiche passioni
e struggenti desideri
mai sopiti nel profondo
del cuore.

Vividi
nella mente
riaffiorano
i ricordi
di viaggi per mare
in terre lontane
e di giovanili
amori perduti.

Incantato, il vecchio
contempla
la morte
dolce e silente
del magico
astro dorato.

Tenui i bagliori
si perdono
nelle ombre crepuscolari
mentre
l’ultimo spicchio di stella
si adagia lento all’orizzonte.

Sul volto segnato
dal tempo e dal dolore
si accende
di nuovo il sorriso
e la speranza
di una radiosa alba nuova.

Cristina Coletta Pizzi.

sabato 7 febbraio 2009

A Bianca


A Bianca, la mia inseparabile cavalla.


Non rimane alcuna traccia del grigiore
della opprimente monotonia quotidiana
quando sono con te
al tenue chiarore dell’aurora
nelle immense e sconfinate praterie.

Durante le nostre interminabili corse
mentre il vento freddo e pungente
mi sferza il viso, fino a farmi lacrimare gli occhi
riesco ad avvertire le impercettibili vibrazioni
dei tuoi muscoli in tensione
che fremono per la forte eccitazione.

Quando, infine, i nostri corpi,
in una simbiosi perfetta
sembrano staccarsi da terra
fino a toccare il cielo
allora il mio sogno si corona.

Per tutto questo ti ringrazio
cara, affettuosa e fedele amica.

Cristina Coletta Pizzi

Letture


Storie per grandi e piccini per stimolare la fantasia!!!!!!!!!



Quando
la vita
diventa
troppo
difficile

salgo
in groppa
al mio
cavallo

e mi
avvicino
al cielo.......

venerdì 6 febbraio 2009

Poesie










Ritaglio di paradiso







L’immensa distesa d’acqua marina, striata di turchino e di smeraldo, accarezzata dalla fresca brezza, incontra in lontananza l’azzurro cielo terso, delineando l’orizzonte, sfumato dal riverbero abbagliante, punteggiato da bianche vele.

L’acqua cristallina, leggiadra e spumeggiante, si infrange sulla battigia di bianchi ciotoli levigati, animando la voce del mare, che pervade tutto intorno la magica atmosfera.

I raggi solari riscaldano la mia pelle mentre mi perdo ad ascoltare l’inarrestabile e struggente voce del mare, interrotta, a tratti, dal verso stridulo dei gabbiani.
Respiro profondamente, inebriata, la rigenerante aria salmastra.

Ammiro estasiata il suggestivo paesaggio marino, complice una piacevole e rilassante sensazione di serenità.

Il fascino irresistibile del mistero del creato mi incanta, mi rapisce, mi libera dalla opprimente gabbia delle convenzionalità del vivere quotidiano, regalandomi un ritaglio di paradiso in questo caotico e frenetico mondo terreno.


Cristina Coletta

Anche i più piccoli amano leggere!


Tante storie appassionanti anche per i più piccoli............



Il formichiere Sam



Un giorno il formichiere Sam uscì dalla sua tana,
nascosta tra le foglie dei cespugli di more e si mise in cammino
per il bosco, in cerca di un grosso formicaio brulicante
di giovani formichine, tenere, da gustare per colazione......
La storia continua nel tascabile
"RACCONTI PER RAGAZZI " di Cristina Coletta Pizzi


lunedì 2 febbraio 2009

domenica 1 febbraio 2009


La fantasia spesso fa vivere esperienze immaginarie che appaiono reali e consistenti....
La fantasia ci permette di vivere esperienze immaginarie, fantastiche che spesso appaiono reali e consistenti.

Il mio Blog

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