mercoledì 29 dicembre 2010

Racconto sul Natale


                                       VIGILIA DI NATALE


Per tutto il pomeriggio la zia Renata era stata in ansia, per l’attesa del magnifico evento. Una strana irrequietezza  la costringeva ad alzarsi, lentamente e con una certa fatica, dalla poltrona, per cercare di mettere in ordine il più possibile, il già lindo ed accogliente appartamento con vista mare. I femori operati, a distanza di pochi anni, reclamavano, tuttavia, il meritato riposo, dopo i brevi periodi di deambulazione. Sì, per lei si trattava veramente di un evento importante la cena della vigilia di Natale da trascorrere insieme all’unico figlio rimastole dopo la morte del maggiore, alla nuora e ai due nipoti. Sopportava volentieri il dolore procurato dagli sforzi al bacino purchè ogni oggetto, ogni suppellettile fosse ordinata ed al proprio posto come negli anni in cui la  famiglia era completa, quando erano ancora vivi il marito ed  il figlio Aldo. Probabilmente questa avrebbe potuto essere l’ultima riunione familiare a cui avrebbe partecipato, pertanto era intenzionata a viverla intensamente, liberando la mente da qualsiasi pensiero triste. 95 anni sono un bel traguardo del cammino umano ma non assicurano certo un futuro longevo, quindi l’anziana donna voleva gioire dell’affetto dei propri cari, in quella particolare occasione dell’anno, i quali avrebbero dovuto sentirsi a proprio agio nella casa materna, come sempre. Le ombre serotine cominciavano ad avvolgere lo scorcio di mare di fronte all’ampia terrazza, offuscando sempre di più la vista, già molto compromessa, della  zia, la quale adesso  intravedeva a malapena, dalla porta finestra della cucina un panorama, dai colori e dai contorni sfocati sempre più in dissolvenza, che non tardò a lasciare, infine, spazio all’oscurità sempre più fitta.
La zia si trattenne un po’ alla finestra finchè non si illuminarono i lampioni lungo la strada, sperando di scorgere, ben presto, i bagliori dei fanali dell’auto del figlio, tuttavia, dopo che furono passate diverse auto, decise di andare in cucina a preparare il sugo di carne, poiché del resto della cena si sarebbe occupata la nuora. Quando Renata fu pronta in cucina, si affacciò di nuovo alla finestra per accertarsi che fosse arrivato qualche familiare, ma riuscì a distinguere solo il tenue bagliore dei lampioni. Aveva perso la cognizione temporale, non riusciva  a ricordare quanto tempo fosse trascorso da quando il sole era tramontato perciò decise di  controllare l’orario sulla grande sveglia sistemata al centro dell’antico comò. Prima di giungere in camera da letto sfiorò con le dita le palline di vetro e i morbidi fili dorati dell’abete, posto nell’ingresso, verificando la presenza degli addobbi natalizi, quindi si diresse verso la sveglia dai numeri enormi,sistemata al centro del comò in massello, finemente intarsiato. Avvicinandosi  moltissimo il quadrante agli occhi, riuscì a leggere l’orario: 19,30.
La trepidazione del pomeriggio si trasformò immediatamente in agitazione: a quell’ora qualcuno avrebbe dovuto già essersi presentato a casa, tuttavia avrebbe atteso ancora un po’ prima di telefonare al figlio, non intendeva dimostrarsi troppo apprensiva. Lo squillo del telefono interruppe le sue riflessioni. Non potè precipitarsi a rispondere poiché le gambe non glielo permettevano ma lo slancio interno l’avrebbe catapultata nell’ingresso dove era posizionato il telefono. Suo figlio, sicuramente, aveva qualcosa da comunicarle. Al quarto squillo, finalmente, rispose.
Quando dall’altro capo della cornetta percepì una voce femminile rimase profondamente delusa poiché non riconobbe la voce della nuora, tanto meno, quella del figlio. L’allegria della nipote Cristina la riscosse dalla malinconia che l’aveva immediatamente pervasa.
- Ciao zia, come stai? Dove trascorrerai la vigilia di Natale? Chi ti farà compagnia?
- Mi sento bene, nonostante i dolori alle ossa, per la mia età devo accontentarmi.- Rispose con entusiasmo la zia.
- Sono proprio felice perché stasera festeggeremo la vigilia tutti insieme, qui, a casa mia, proprio come allora. Sto aspettando Riccardo sua moglie ed i ragazzi.
- Ah! Molto bene. Ti avevo telefonato per salutarti ma soprattutto per accertarmi che tu non fossi  sola proprio stasera, altrimenti, sarei venuta a prenderti con l’auto e saresti rimasta a cena con noi, anche mamma aveva espresso il mio stesso desiderio di averti con noi, ma a questo punto rimanderemo l’incontro alla prossima occasione.
-Stai tranquilla Cristina stasera sarà una serata speciale. Comunque ti ringrazio di vero cuore, ringrazia e saluta anche mamma. Auguri a tutta la famiglia!
-Allora zia ti saluto e ti auguro un Buon Natale. Telefonerò più tardi per porgere gli auguri a tutti. Verremo a trovarti molto presto.
La conversazione telefonica con la nipote era terminata da qualche minuto, la zia si sentiva più tranquilla e serena, i suoi parenti più vicini si erano ricordati di lei, la amavano ancora. La vita le offriva ancora qualche pillola di gioia.
Il telefono squillò di nuovo. Quando Renata alzò il ricevitore la voce del figlio la fece trepidare.
- Mamma, come stai?
- Sto bene, ma cominciavo a preoccuparmi. Qual è il motivo di questo ritardo? Qualcuno avrebbe dovuto essere già arrivato. E’ forse successo qualcosa?
- Devi stare tranquilla, tuttavia dobbiamo cambiare il programma per stasera. Annunciò il figlio in maniera telegrafica.
- Cosa significano queste parole?- Replicò allarmata la madre.
- Significano che non possiamo festeggiare la vigilia di Natale insieme.
- E perché mai? - Mentre pronunciava queste parole, Renata si sentiva mancare come se le sue, già deboli gambe, si afflosciassero, simili alle pareti di un palloncino colorato che si sta sgonfiando. Ebbe, tuttavia la forza di reagire e di ascoltare la conclusione della frase.
- Perché la mamma di Giovanna è stata ricoverata all’Ospedale di Genova per sospetto infarto del miocardio, quindi dobbiamo partire immediatamente per accertarci dello stato di salute di mia suocera. Mi dispiace moltissimo ma non possiamo agire diversamente. Se non vuoi rimanere sola ti posso accompagnare dalla signora Mara che abita proprio vicino a noi.
- Non importa, non preoccupatevi per me. Correte a vedere come sta la mamma di Giovanna e tenetemi informata. In qualche modo mi organizzerò.- Replicò la donna decisa.
- Sei proprio sicura di rimanere da sola? Vengo a prenderti.- Insistette il figlio.
- Vai, altrimenti ritarderete. Mi raccomando tenetemi  informata.
La zia Renata ancora non riusciva a rendersi conto dell’accaduto. Aveva sentito la voce della consuocera  la sera precedente e non aveva percepito niente di strano nella sua voce, era serena come sempre. Si trovava in ottime condizioni di salute, non aveva mai sofferto di problemi cardiovascolari, ipertensione o quant’altro. Come era potuto succedere? Adesso l’unico pensiero di Renata era rivolto alla consuocera,  anche se era dispiaciuta perché non avrebbe mai immaginato che la vigilia di Natale potesse concludersi così tristemente, sperava soltanto che il suo problema potesse risolversi nel migliore dei modi. Tutti i suoi progetti erano svaniti.
Ancora una volta il telefono squillò. Renata pensava di avere aggiornamenti dal figlio, invece la nipote, come promesso in precedenza, aveva chiamato per porgere gli auguri alla famiglia. Appresa la sconvolgente notizia dalla zia, Cristina si precipitò a casa dell’anziana donna che mai avrebbe lasciata sola per quella sera. Dopo svariate proteste Renata acconsentì a salire in auto insieme alla nipote, non prima di aver preso il sugo di carne che sarebbe dovuto servire per la cena.
In breve giunsero a casa della nipote dove i familiari stavano attendendo con notevole ansia la zia. La sorella di Renata fu la prima a salutarla stringendola a sé con amorevole slancio, poi fu la volta dei tre bisnipoti e del marito di Cristina. Al centro dell’ampia sala da pranzo troneggiava la grande tavola imbandita con stoviglie di ceramica bianca, disposte ad  arte sulla tovaglia rossa impreziosita da ricami damascati. Il grande abete addobbato riluceva di bagliori intermittenti della serie di lampadine accompagnate da una piacevole musica natalizia. La zia non poteva distinguere chiaramente l’ambiente che la circondava ma riusciva a percepire l’atmosfera di festa che permeava la casa.
-         Zia anche se il tuo programma è cambiato, cerca di metterti a tuo agio, devi sentirti  a casa tua, sei in famiglia. Vedrai che la tua consuocera avrà  tutte le cure di cui ha bisogno e presto si rimetterà. Tuo figlio appena avrà buone notizie ce le comunicherà. - Con queste parole Cristina cercò di tranquillizzare la zia, la quale si stava asciugando, con il fazzoletto, le copiose lacrime sulle guance scarne.
Il nipote cominciò a protestare a causa di un certo languorino allo stomaco, fu così che la zia sollecitò la sorella affinché la cena avesse inizio prima dell’orario canonico.
Mentre i commensali stavano gustando, con piacere, i ravioli conditi con il sugo squisito della zia, squillò il telefono. Cristina si precipitò a rispondere e dall’espressione distesa del volto si capiva che finalmente erano in arrivo buone notizie.
- Zia carissima, la tua consuocera è fuori pericolo! Tuo figlio vuole parlarti.- La nipote porse il cordless a Renata che scoppiò in un pianto dirotto.
- Grazie al cielo sta meglio! Esclamò con vera gioia la zia. – E grazie a tutti voi, mi avete aiutata in questa occasione particolare, se fossi rimasta a casa da sola avrei sofferto in silenzio, non so fino a che punto il mio vecchio cuore avrebbe potuto resistere, voi mi siete stati vicini. Ringrazio il Signore di avermi donato una famiglia così unita, mi auguro che tutte le famiglie del mondo possano festeggiare la vigilia di Natale, in accordo, in armonia, riunite nelle loro case, in attesa che si rinnovi l’evento straordinario che da molto tempo dona amore a tutta l’umanità. Stasera il Signore ci ha dimostrato di essere sempre presente tra noi ma ci invita anche a riflettere sulla attuale condizione umana. Travolti dal consumismo e da una società in continua espansione tecnologica  spesso non siamo disponibili a decodificare il Suo importante messaggio, dimenticandoci i veri valori della vita.
Cristina Coletta

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale

Arriva Natale

Scendono lenti

copiosi

i fiocchi leggeri

cala il silenzio

sul paesaggio ovattato

di candida neve imbiancato.

Brillano le luci,

risplende il nastro dorato

sul bellissimo abete argentato

mentre i bambini

attendono

l'arrivo di tanti doni

per diventare davvero buoni.

Quest'anno Babbo Natale

con la slitta

trainata dalle renne

porterà speciali strenne

per donare ad ogni cuore

serenità, pace e amore.

Cristina

domenica 19 dicembre 2010

Buon Natale

 Auguro un Buon Natale ed un sereno Anno Nuovo a tutti i lettori!!! Cristina





Leggende sul Natale

La leggenda della Rosa di Natale

La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano.
I pastori risposero che quella notte era nato il bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.
La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo.
Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido. Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città.
Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato.
Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.
Leggenda tratta dal sito amando.it

venerdì 3 dicembre 2010

Video sull'autunno

I lavori sull'autunno dei bambini delle classi prime della scuola primaria di Calci

Buona visione!!!

domenica 24 ottobre 2010



Vorticose sensazioni

Profonde pulsioni viscerali
risvegliate da sopiti desideri onirici
scatenano 
emozioni intense, tempestose,regalando all'essere umano
quella piacevole, vorticosa sensazione 
di serena, totale "liquefazione" dello spirito,
finalmente liberato dalle opprimenti
catene della convenzionalità.


Cristina


 

mercoledì 1 settembre 2010

Il fascino della Natura


Quando il mare sprigiona il suo spirito indomito e ribelle...... non possiamo fare a meno di riflettere sulla fragilità umana.
Cristina

domenica 25 luglio 2010

Consegna nomina ufficiale Premio Oscar




Sabato 24 luglio 2010 mi è stata consegnata la nomina a Premio Oscar con relativa motivazione per la carriera di scrittrice, presso la Sala I Talenti della Sede LAPS in via Nelli 6 Fucecchio, in occasione della Festa di mezz'estate. Cristina

Coinvolgenti emozioni

Coinvolgenti emozioni.


 

Cadenzato,il passo leggero

ovattato dall'erba morbida,

bagnata dalla rugiada mattutina,

mi accompagna lungo il sentiero

avvolto dalla fitta, umida coltre

biancastra che tutto circonda e nasconde.


 

Proiettata nel magico

scenario fiabesco

ascolto il battito ritmato

del cuore pulsante,

il respiro caldo, viscerale

che irrompe nel silenzio prepotente, irreale.


 

Distanti anni luce le grida deliranti

della folla impazzita.


 

Proseguo il cammino,

ascolto estasiata

la voce dell'anima,

il respiro ancestrale

della Natura,

in una fusione completa

di armonia, di forza, di potenza

con l'essere umano.


 

Un raggio di sole, in lontananza

attraversa la spessa cortina nebulosa,

raggiunge e riscalda il mio cuore palpitante,

in attesa di percepire, di assaporare, con parsimonia,

gocce di felicità, nel più bel giorno della mia vita.

Una vita ricca di contraddizioni, di gioie e dolori

il cui profondo significato

va al di là di ogni pensiero umano.


 

Cristina Coletta

mercoledì 21 luglio 2010

La condizione degli esseri umani


La condizione degli esseri umani


 


 

Noi esseri umani, animali stranissimi, dovremmo avere l'umiltà di accettare la nostra condizione di " topi nella stiva", come afferma Voltaire nel " Candide ou Optimisme", o se vogliamo usare una metafora più sublime, dovremmo avere il coraggio di uniformarci alla condizione egalitaria dei "granelli di sabbia " in un deserto sconfinato.

In tal modo potremmo cercare di sopravvivere nel migliore dei modi possibile e magari più serenamente, senza porci quelle profonde e pressanti domande esistenziali alle quali, mi sembra di poter affermare, nessuno , fino a questo momento, è ancora riuscito a fornire risposte esaustive e convincenti.

Cristina

giovedì 15 luglio 2010

Il mio piccolo Paradiso

Vacanze esotiche? No grazie.

Preferisco il mio "Ritaglio di Paradiso"

L'immensa distesa d'acqua marina,
striata di turchino e di smeraldo,
accarezzata dalla fresca brezza, incontra
in lontananza
l'azzurro cielo terso,
delineando l'orizzonte,
sfumato dal riverbero abbagliante,
punteggiato da bianche vele.

L'acqua cristallina,
leggiadra e spumeggiante,
si infrange sulla battigia
di bianchi ciotoli levigati,
animando
la voce del mare,
che pervade tutto intorno
la magica atmosfera.

I raggi solari
riscaldano la mia pelle
mentre mi perdo
ad ascoltare
l'inarrestabile e struggente
voce del mare,
interrotta, a tratti,
dal verso stridulo dei gabbiani.

Respiro profondamente, inebriata,
la rigenerante aria salmastra.

Ammiro estasiata il suggestivo paesaggio marino,
complice una piacevole sensazione di serenità.

Il fascino irresistibile
del mistero del creato mi incanta,
mi rapisce,
mi libera
dalla opprimente
gabbia delle convenzionalità
del vivere quotidiano,
regalandomi
un "ritaglio di Paradiso"
in questo caotico e frenetico
mondo terreno.

Cristina

Premio speciale al Concorso Letterario Internazionale
Città di Lerici 13 settembre 2009

martedì 29 giugno 2010

Gioco del Ponte



Sabato 26 giugno alle ore 21:30 si è svolta la seconda edizione in notturna del Gioco del Ponte a Pisa. Il corteggio storico ha sfilato alle ore 20:00.

Anche quest'anno ha vinto la parte di Tramontana!!!

Corteo Storico.

Quest'anno ho sfilato come consigliere civile. Cristina

Qualche notizia sul Gioco del Ponte Leggi



sabato 29 maggio 2010

Fiera del Libro di Torino


Presentazione libri :

"Racconti per ragazzi" di Cristina Coletta

"Racconti sotto la pergola" di Cristina Coletta

alla Fiera del Libro di Torino maggio 2010

sabato 8 maggio 2010

Festa della mamma


Auguri a tutte le mamme!!!

Grazie

Talvolta il fardello di pene e di angosce giornaliere
sembra diventare sempre più pesante, quasi insostenibile.
Il mondo mi appare amaro e le persone ostili allora il cuore si fa triste come una landa nella stagione invernale.
In questi momenti per fuggire la disperazione opprimente che mi assale, mi avvolgo su me stessa e desidero implodere come una stella morente per scomparire, per sempre, nell’eterna oscurità dello spazio.
Riesco a ritrovare la serenità e la gioia di vivere
quando mi doni, mamma, come negli anni lontani, i tuoi baci, le tue carezze amorevoli e mi lasci cullare tra le tue rassicuranti braccia all’infinito.

Cristina

3° Premio Concorso Letterario Europeo
"Città di Amsterdam" Premiazione Luglio 2010

venerdì 5 marzo 2010

lunedì 1 marzo 2010

In attesa dell'8 marzo

Donna, anima mia

L'alito del vento
accarezza la pelle vellutata,
calda
del tuo volto,
muove
i morbidi, lunghi
capelli dorati
celando
a tratti
la profondità oceanica
dei tuoi occhi azzurri.

Sfiora leggero le tue labbra sensuali
petali di rosa
schiusi al sorriso autentico, leale.
Il tuo profumo inebriante
cattura l'anima e la custodisce
in uno scrigno d'amore eterno.

Fragile creatura,
melodiosa musica
irrompi nel silenzio assordante,
riscaldi il cuore
con la stessa
energia del Sole,
doni serenità,
gioia e speranza.
Madre afflitta
infondi forza e coraggio
ai figli tristi e sconsolati .

Essere straordinario, incantevole,
imperscrutabile,
ogni giorno
riesci a compiere
il misterioso prodigio
della poliedrica
essenza della tua
magica natura,
trasformandoti ora in
amante appassionata,
ora in confidente e
amica sincera,
ora in madre
affettuosa e protettiva.
Tutto questo sei tu per me:
donna sei la mia felicità.


Cristina




glitters fantasy

martedì 23 febbraio 2010

Poesia

Proiezione d'immagine

Non può che amareggiarmi
il pensiero di una disgregazione totale
in un futuro prossimo o lontano
del mio corpo trasformato in
innumerevoli atomi
da assemblare ad altri
microscopici corpuscoli
di sconosciuti e disparati esseri viventi.

Un'infinitesimale particella
del mio essere
potrebbe
un giorno
ritrovarsi imprigionata
nella pagina di una foglia
di un vecchio platano
oppure all'interno del pelo
di un avido roditore.

Neppure l'idea che il mio vissuto
possa vagare nell'infinito spazio
eternamente
sotto forma di onde elettromagnetiche
fluttuanti nell'infinito spazio
riesce a procurarmi sollievo.

Solo la speranza che quest'energia
possa materializzarsi in un'immagine
di un cavallo alato fuggente
nelle vaste praterie dell'immensità del cielo,
probabilmente sbiadita, dai contorni eterei
ma indelebile e persistente
messaggera di pace e di speranza
a chi volge lo sguardo al cielo
nei momenti di sconforto e di angoscia
alla ricerca della vera felicità.


Cristina



Glitter Graphics

Fantasy Glitter Pictures

domenica 14 febbraio 2010

San Valentino



Auguri a tutti gli innamorati.


"Fu il tuo bacio, amore, a rendermi immortale."
~ M.Fuller ~



"L' amore è riuscire a donarsi completamente all'altro: senza riserve e senza rimpianti."
Cristina


"Totale disponibilità, completa accettazione, continua dedizione ed infinita tolleranza sono i presupposti di un amore solido e duraturo." Cristina


BUON SAN VALENTINO!!!

mercoledì 3 febbraio 2010

Poesia

Piccolo angelo

Il corpo immobile ed esangue
di una giovane donna
adagiata sulla candida seta
di una bara di legno intarsiata,
riposa al termine
di una frenetica corsa.

Mentre la folla piangente
porge l'estremo saluto
alla salma inerme
circondata
da bianche ghirlande,
copiose lacrime
inondano
il volto triste e silenzioso
di un bambino
solo e disperato
che rivolge
lo sguardo al cielo
in cerca del suo angelo custode.

Fiducioso
gli tende la mano
rivolgendogli
una semplice domanda:
perchè non mi porti
dalla mia mamma?

Cristina




Glitterfy.com - Glitter Graphics

sabato 30 gennaio 2010

Tempo di Carnevale


Per i i più piccoli una simpatica filastrocca trovata sul sito
www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/filastrocche_carnevale.htm

Carnevale
Che fracasso!
Che sconquasso!
Che schiamazzo,
mondo pazzo!
E’ arrivato Carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertir.
Viva, viva Carnevale,
che fischiando,
saltellando,
tintinnando,
viene innanzi e non fa male;
con i sacchi pieni zeppi
di coriandoli e confetti,
di burlette e di sberleffi,
di dispetti,di vestiti a fogge strane,
di lucenti durlindane,
di suonate, di ballate,
di graziose cavatine,
di trovate birichine.