mercoledì 30 dicembre 2009

Breve riflessione

Cosa significa “educare” oggi?



Da diversi anni opero come insegnante nella attuale scuola primaria e avverto la profonda necessità di affermare che, oggi più che mai, in una società in perenne trasformazione strutturale e culturale, come la nostra, se vogliamo, in crisi a causa del crollo dei fondamentali valori etici, determinato dalle ideologie materialistiche e pragmatistiche; afflitta dal consumismo e dall’edonismo che rischia di ridurre l’uomo ad un passivo ricettatore di stimoli, ad un essere provvisorio, in una società nella quale la domanda di istruzione e di formazione si è posta già da tempo in maniera pressante ed urgente, sia fortemente avvertita da molti l’esigenza di “riscoprire” il profondo significato dell’educazione.
Il significato intrinseco della parola educare, come è a tutti ben noto, vuol dire “trarre fuori” anche se talvolta non tutti lo ricordano, pertanto l’educazione dovrebbe risolversi in una serie d’azioni atte a promuovere il pieno svolgimento dell’educando, esprimendo quella somma di valori che sono connaturati al suo essere.
L’educazione deve essere intesa, a mio avviso, quale proposta di valori capace di risvegliare i valori emergenti della persona, non asservita a qualsiasi tipo di metodo o metodologia. Il fulcro dell’educazione dovrebbe tendere all’espressione della libertà che favorisce lo sviluppo spontaneo della personalità di ogni individuo, che gli consenta di conquistare autonomia e coscienza sulla base di un nucleo di identità e di originalità per esprimere compiutamente se stesso. La scuola, deve, quindi, nonostante le scelte di rigoroso contenimento delle spese, apportate dalla Riforma Gelmini, non sempre condivisibili, specialmente se applicate a ciò che è indispensabile al buon funzionamento del servizio erogato, tener ben presenti alcuni bisogni fondamentali della persona, tra cui quelli di responsabilità, di solidarietà, di iniziativa, di coerenza e di rispetto reciproco. Ogni cittadino, quindi, dovrebbe essere posto nella condizione di avvertire la necessità di compiere esperienze che, in qualche modo, soddisfino i fondamentali bisogni di sicurezza, di iniziativa e di autonomia, indispensabili, a mio avviso, per la risoluzione dei difficili problemi che l’avanzata tecnologica pone incessantemente all’uomo moderno. Per questo motivo ritengo che ogni insegnante, ogni educatore debba, con profondo senso di responsabilità, porre un forte accento sulla valorizzazione e la formazione di ciascun bambino, che deve essere considerato innanzitutto un uomo ed un cittadino, portatore di un sostanziale diritto e dovere educativo che gli consente una partecipazione cosciente e responsabile alla vita democratica e civile del proprio Paese. Solamente dopo questo riconoscimento di ordine umano e civile il bambino dovrà essere valutato come alunno nonché come diretto “utente” del processo educativo. Il riconoscimento civile, prima che pedagogico, del bambino ha portato, secondo me, come conseguenza pedagogica immediata la richiesta di un compito di alfabetizzazione culturale più specifico e più qualificato. Intendo dire che i compiti educativi devono diversificarsi, nel rispetto della originale personalità degli alunni, per poter arricchire e potenziare le più svariate occasioni calibrate ai personali ritmi di maturazione che consentono a ciascuno di raggiungere traguardi comuni. Per questo motivo ritengo di poter affermare che ciascun educatore se desidera veramente creare occasioni stimolanti per suscitare la curiosità nei ragazzi, in modo tale da rendere realmente “motivato” ogni apprendimento, deve, secondo il mio parere, porsi “in ascolto” nei confronti di ciascuno di loro, per carpirne “la voce dell’anima più recondita” proprio
come si poneva nei confronti del cavallo impaurito, il protagonista del libro “L’uomo che sussurrava ai cavalli” di N. Evans. Naturalmente usando questa metafora non ho inteso paragonare i bambini ai cavalli e gli educatori agli addestratori ma ho cercato di evidenziare l’importanza di porsi “in ascolto” verso l’altro per riuscire a cogliere i bisogni, le necessità, le emozioni e i pensieri più nascosti. Durante la mia carriera di insegnante ho avuto modo di sperimentare che, mai come adesso, i ragazzi, “assorbiti” dal mondo dell’informatica e della telematica, che impegna le loro menti nelle attività più disparate, di fronte agli schermi dei personal computer e dei videogiochi per gran parte della giornata, hanno bisogno di essere ascoltati per essere aiutati a liberare le intrinseche potenzialità di fantasia e di creatività presenti in ciascuno di loro in una scuola del “fare” per “capire”. I ragazzi che ho avuto modo di conoscere durante lo svolgimento della mia professione, spesso, mi hanno fornito spontaneamente validi suggerimenti nella scelta di adeguate strategie educative per un proficuo orientamento nei loro processi di apprendimento.
Sono convinta, quindi, che solo se sapremo veramente ascoltare le intime richieste dei ragazzi, spesso celate ai nostri occhi, allora potremo affermare che la scuola sarà in grado di svolgere un compito rassicurante di educazione intellettuale che faccia di ogni alunno, una persona consapevole, fiduciosa e aperta all’incontro ed alla partecipazione attiva alla vita democratica del nostro Paese.
Cristina Coletta

martedì 15 dicembre 2009

Poesia


Natale

Nella notte, scura
silente,
scendono
candidi
i fiocchi di neve,
ricoprono
leggeri
la città
con un bianco
mantello,
soffice e leggiadro.

Rimane incantato,
per un momento,
il bambino al vetro
appannato
della finestra,
rapito dal magico paesaggio.

Vorrebbe esultare
dalla gioia
per la grande
festa del Natale.

Ma copiose lacrime
rigano il suo
delicato,
pallido visino.

Vorrebbe aprire
i doni natalizi
insieme ai suoi
familiari e gridare a tutti
la propria felicità.

Vorrebbe abbracciare
forte,forte suo padre
che
per colorare la vita
di molti bambini
tristi ed infelici,
per accendere
la speranza
a chi vive, lontano, oltre confine,
ha donato per sempre la propria vita.

Cristina

venerdì 20 novembre 2009

Premiazione




3° Premio città di New York per il racconto "Little Ranch" conferito a Cristina Coletta Pizzi il 13 Ottobre 2009






Domenica 15 novembre 2009 si è svolta a Vinci la premiazione dei poeti e degli scrittori che non hanno potuto ritirare il premio a New York il 12 0ttobre 2009.


VINCI* *Scrittori e Poeti da tutta Italia **in onore al Genio Vinciano* *Presentata "LA VIA DI CATERINA" di Nicola Baronti**(La Versiliana Editrice,2009)*15 novembre 2009 *Domenica 15 novembre 2009,* la sala convegni dellaPalazzina Uzielli di Vinci era gremitissima di poeti escrittori, *oltre cinquanta accreditati da molte regioniitaliane ( Piemonte, Lombardia, Liguria, Umbria, Veneto,Puglia, Molise)**, *per festeggiare il ritorno della LiberaAssociazione Poeti e Scrittori di Fucecchiodall'International Literary Contest New York Citymanifestazione collaterale al Columbus Day 2009.*Nell'occasione è stato presentato il libro di NicolaBaronti " La Via di Caterina", edito da La VersilianaEditrice,* una raccolta delle note storiche e poetiche chehanno costituito la base programmatica dell'omonimo percorsoteatrale vinciano, nell'ambito dell'ormai triennale progettodi valorizzazione e promozione culturale e turisticadenominato " San Pantaleo e Caterina".A fare gli onori di casa, accanto al *Presidente della LAPSdi Fucecchio, Giuseppina Morelli*, il *Sindaco di Vinci*,*Dario Parrini,* che hanno ricordato il successodell'iniziativa newyorkese e rinnovato l'impegno ad unamaggiore diffusione della poesia, a tutti i livelli. Pertale motivo si giustificava la scelta di presentare *La Viadi Caterina*, un'esperienza teatrale e poetica del nostrocircondario, come uno degli esempi più significativi,riuscendo a coinvolgere tante persone sui sentieri dellacampagna che da Vinci conduce a San Pantaleo sulle orme diun Leonardo fanciullo, raccontato da poeti e cantori dileggende e storie popolari.*Alessandro Vezzosi,* Direttore del Museo Ideale, ha quindievidenziato gli aspetti e le peculiarità del percorsopoetico vinciano, che sull'espediente leonardiano riesce afar rivivere la storia del borgo e dei suoi protagonisti,restituendo al mito vinciano un contesto tutto domestico,quasi familiare, animato da personaggi reali e di fantasia,riscoprendo usi e tradizioni smarrite del nostro territorio.I testi poetici di Nicola Baronti interpretatimagistralmente dall'attore *AndreaGiuntini *hanno quindi condotto i presenti nella dimensionedi un cammino tutto interiore, seppure parallelo a quelloturistico, alla riscoperta degli antichi sapori, colori esaperi del paesaggio vinciano, che di lì a poco simaterializzavano nel video con le foto dei paesaggi e degliattori della Via di Caterina, realizzate da Camilla Boldrinie Corrado Granata nel corso dell'ultima edizione delsettembre scorso.<http://4.bp.blogspot.com/_4I9r3AlrlZ8/SwGJi3-1IYI/AAAAAAAABXc/gtbpHJxgvkY/s1600/DSC_0035.JPG> La Moira, personaggiodella Via di Caterina 2009Nel pomeriggio, si è quindi parlato della poesia comesolidarietà con lo scrittore milanese, *VincenzoParolini*,che è stato premiato dal Sindaco di Vinci per il suoimpegnocivile; dei parchi letterari con la scrittrice pugliese,*Maria Antonietta Elia;* della poesia come ricerca esollievo dal dolore, con lo scrittore torinese, ancheprimario emerito dell'ospedale delle Molinette, *PierantonioMilone*; della poesia dell'amore con il poeta lastrigiano*Antonio Sabatino *e di tante altre esperienze di artistipoliedrici provenienti da tutta Italia, fra cui segnaliamoquella di Antonia Bianco, delicata poetessa di Sovigliana.Sul motto leonardiano " raro cade chi ben cammina" venivaconferito a tutti i poeti presenti in titolo di"bencamminatore" nel mondo delle arti e della poesia, sulmotto leonardiano " raro cade chi ben cammina" e la consegnadella moneta ricordo con l'effoge del sigillo medievale delpaese. ***Vinci si è quindi confermata ancora una volta luogofondamentale per lo sviluppo e la promozione dell'arte edella cultura del nostro * *territorio nel mondo, riuscendocon le ali della poesia e l'aiuto degli artisti della LAPS aportare una esperienza tutta quanta locale, un sentiero dicampagna come la Via di Caterina, a sfilare nella piùimportante arteria di New Yok come la Fifth Avenue nel corsodell'ultimo Columbus Day, davanti ad oltre mezzo milione dipersone e in collegamento con i maggiori canali televisivistatunitensi.*<http://3.bp.blogspot.com/_4I9r3AlrlZ8/SwGJif0yRxI/AAAAAAAABXU/U3mFJKa62oE/s1600/DSC_0045.JPG>San Pantaleo di Vinci,paesaggio materno di Leonardo La manifestazione è stata organizzata dalla LAPS ( LiberaAssociazione Poeti e Scrittori) in collaborazione con ilComune di Vinci e il patrocinio della Condotta Slow FoodVinci e Montalbano e Pro Loco Vinci. Pubbliche relazioni:Dama di BaccoCon preghiera di diffusione[Allegato : IMG_0815.JPG]___________________________________La Versiliana Editrice s.r.l.50054 Fucecchio (FI)Via Nelli, 6Tel. +39 0571 22008http://www.laversilianaeditrice.com/







giovedì 19 novembre 2009

Una poesia bellissima


Il più bello dei mari


Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.


Nazim Hikmet

sabato 31 ottobre 2009

Creature stupende: i bambini



Qualcuno ha detto:


“La bellezza del mondo è nel sorriso di un bambino”.


Io aggiungo:” non permettiamo mai alle lacrime di sostituire il sorriso spensierato e innocente di un fanciullo.”


Cristina Coletta

lunedì 5 ottobre 2009

Alluvione in Sicilia


Ancora una tragedia colpisce l'Italia e i suoi abitanti.

Siamo tutti vicini e solidali al dolore dei familiari delle vittime dell'alluvione.

Chry.

venerdì 18 settembre 2009

Vite spezzate


Mi unisco al dolore dei familiari delle vittime innocenti, causato dall'attacco terroristico avvenuto a Kabul, mentre stavano svolgendo la loro missione di pace. Le madri non dovrebbero mai sopravvivere ai figli e vivere un dolore così straziante. Cristina

domenica 30 agosto 2009

sabato 29 agosto 2009

Dedicato a Marina di Pisa


Specchio d'acqua rilucente,
brilli cristallino
al riverbero del solleone cocente.
Rinfreschi le arse membra,
rigeneri il corpo e la mente.
Al chiarore della luna argentina
regali l'amore per la vita,
a chi ti osserva, ormai disilluso,
infondi speranza nel futuro.
O splendida Marina
grazie di cuore
per le profonde emozioni
che susciti
in chi ti ammira.
Cristina

venerdì 21 agosto 2009

Un po' di relax


Via dalla pazza folla nell' oasi verde di Montegrotto Terme per qualche giorno di relax e divertimento per rigenerare il fisico e lo spirito con la miracolosa acqua termale!!!!


giovedì 6 agosto 2009

Piuma leggiadra


Fragile e morbida piuma

nel verdeggiante prato

mi lascio

sfiorare,

accarezzare,

cullare piacevolmente

dal vento,

infine

trasportata

da un vortice repentino

comincio a fluttuare

nello spazio

verso l'ignoto.


Chry

martedì 28 luglio 2009

Pensiero


Qualcuno ha detto:



"I momenti d'amore illuminano la vita, poi inaspettatamente spariscono...."

Io aggiungo:

" non dobbiamo mai abbandonare la speranza di un loro repentino ritorno....." Chry




sabato 18 luglio 2009

Pomeriggio d'estate.




Alzo gli occhi al cielo terso ed azzurro


mentre il sole riscalda la terra.


Soffici nubi bianche


si rincorrono sbuffando


allegramente tra piccoli vortici


d'aria roteante.


Un piccolo batuffolo candido


si sofferma qualche attimo


sopra di me;


il vento d'alta quota modella


velocemente il piccolo muso


di un simpatico cagnetto


che mi osserva incuriosito,


prima che il suo sguardo


si perda nella fusione totale


delle piccole particelle di vapore


mi lancia un'occhiata maliziosa,


la bocca semiaperta sembra proprio


invitarmi a correre insieme a lui


oltre l'infinito


per librarmi in aria,


liberarmi dagli opprimenti


vincoli terreni e dalle fastidiose.....


punture d'insetti!




Cristina




martedì 30 giugno 2009

Little Ranch

"Niente-neppure gli oceani- può dividere radici comuni, antiche tradizioni, affetti lontani, sentimenti profondi".





"Mi avvio nel grande campo delimitato da due bellissime file di olivi, la cavalla comincia a galoppare con entusiasmo, percorriamo la pista una, due, tre volte e continua a galoppare in maniera sfrenata come dovesse esternare tutta l’eccitazione ed il nervosismo repressi.
Inizialmente sono felice perché galoppando, provo le stesse vecchie emozioni delle trascorse passeggiate estive, ma dopo svariati giri di corsa mi accorgo che sto cavalcando una cavalla diversa, nevrile che non risponde più docilmente ai comandi, come una volta, non riconosco più la mia cara e dolce Giulietta...."




Brano tratto dal racconto inedito "Little Ranch"


Terzo premio Concorso Letterario Internazionale "Città di New York"


Premiazione martedì 13 ottobre ore 16,00 presso Sala Conferenze dell'Hotel Sheraton Tower - Manhattan




giovedì 25 giugno 2009

mercoledì 24 giugno 2009

Il gioco del ponte


Il 27 giugno alle ore 20:00 avrà inizio a Pisa il

"Gioco del Ponte"

Leggi la poesia in vernacolo pisano



Ir giòò der ponte


E’ ‘nutile che te tu ti lamenti
ner giòò quest’anno c’enno ‘ambiamenti
e guarda poi cosa c’è da’nventare
per portà via tre bischeri dar mare
come se poi quell’elementi lì
un trovassero lo stesso quarcosa da ridì.

Dice che a’ figuranti ni puzzano ll’ascelle
allora ir giòò si fa sotto le stelle
così cor fresco e tanti tanti lumi
si cerca di sarvà tutti ‘ostumi
e d’ora ‘n poi un ci sarà più timore
di sentilli puzzà tanto di sudore.

Ora vedrai le ‘orse che domani
faranno vì que’ poveri Pisani
che ni toccava sta’ dalla mattina
a soffrì sulla spiaggia di Marina
l’amore per Pisa de’ Pisani
si vede troppo spesso ‘n su divani
e vogliano soffrì sempre di più
a guardassi ir giòò davanti alla tivvù.

Se voi vedè ir Pisano quello d’ocche
fanni vedè un bicchiere
e un piatto per le bocche
eppoi vedrai le feste che farà
se specialmente un ne li fai pagà
perché bisogna dì senza vergogna
che gratisse è bona anco la rogna.


Maria Coletta



Carovana


"Son figlio del cammino, la carovana è la mia casa e la mia vita è la più sorprendente avventura". Amin Maoluf




giovedì 11 giugno 2009

Sempre sui figli

Per rimanere in tema di figli.......



Una poesia dedicata a mio figlio, scritta qualche anno fa.



SEMPRE CON TE

Dov’è finito il tuo sorriso allegro e spensierato?
Perché copiose lacrime calde solcano le tue morbide guance?
Non affliggerti, asciugale e sorridi alla vita.
Quando i prepotenti
ti deridono
ti umiliano
ti opprimono
ti emarginano
solleva la testa con coraggio e procedi sicuro verso la tua méta.
Se il mondo diventa triste e troppo vuoto,
riempilo di canzoni e di giochi sereni,
stringi la mano a chi soffre
ritroverai così la gioia di vivere.
Quando un giorno non mi vedrai più al tuo fianco
a sostenerti
a consolarti
a guidarti
ricordati allora, tesoro mio, che sarò sempre con te,
nei tuoi pensieri, per indicarti, vivido faro nella notte,
la via per orientarti in questa difficile ed affannosa vita.

Cristina Coletta Pizzi

sabato 30 maggio 2009

I figli



I figli, stupende e misteriose creature, carpiscono un po' di noi stessi per rinnovarci ed arricchirci giorno dopo giorno....... Chry




domenica 19 aprile 2009

Nella foresta con Snow Flake


Adesso ci troviamo ai margini di una vetusta foresta canadese di ampissime dimensioni, durante un freddo pomeriggio invernale.

L'andatura sincronica con il mio cavallo ci unisce in una fusione totale.

Osservo nel silenzio profondo ed ovattato, in sella al mio splendido Snow Flake, il paesaggio che si estende innevato oltre lo stretto sentiero che percorriamo ad un passo sostenuto, ma abbastanza contenuto da consentirmi di gustare pienamente l'indicibile spettacolo della natura in questa stagione.

Continua............

sabato 18 aprile 2009

Amore a prima vista




Amore a prima vista



Per l’ennesima volta la ragazza dai lucenti capelli corvini, osservò con immensa gioia la foto sul comodino che la ritraeva sorridente, abbracciata al suo grande amore, in una giornata di fine estate. Le era sempre piaciuto lo sfondo del mare in tempesta,con i suoi colori cangianti dal verde smeraldo al blu, al candore delle bianche creste spumeggianti. La affascinavano moltissimo le gigantesche onde che si infrangevano violente, sulla poderosa scogliera dietro ai loro corpi avvinghiati da uno strettissimo abbraccio. I loro volti sereni e felici , tuttavia, ad una attenta osservazione del fotogramma, stonavano alquanto, in mezzo a quello scorcio di natura inquietante che lasciava presagire, ad occhi attenti, nelle mostruose immagini disegnate dalle nubi minacciose, tristi eventi…..Ma Jessica non era superstiziosa, la sua razionalità e il suo ottimismo l’avevano aiutata a cavarsela brillantemente anche nelle situazioni più difficili e l’immagine di un mare in tempesta non sarebbe riuscita certamente a turbare la sua tranquillità affettiva. Era veramente innamorata di Luigi e , nonostante i pareri contrari dei familiari e delle amiche,aveva deciso di continuare il rapporto con l’uomo che amava. Un uomo maturo, di dieci anni più anziano di lei, con una posizione economica solida, titolare di un noto studio di consulenza finanziaria della città.Prima di coricarsi, mentre attendeva la solita telefonata, la ragazza si sdraiò sul suo letto e come un flash improvviso, ricomparve nitida nella sua mente, la prima volta che conobbe Luigi.
Quella sera, dopo la consueta partita di tennis, era stata invitata a cena da Marica e suo marito, nella loro villa in collina. Era indecisa sulla risposta da dare alla collega poiché il fidanzato era dovuto partire per lavoro e la infastidiva alquanto il pensiero di dover presenziare al convito, senza compagnia. Dopo svariati ed insistenti solleciti da parte dell’amica, finalmente Jessica si persuase ad accettare l’invito. Sapeva della presenza di un ospite ma non si sarebbe mai immaginata che quell’incontro casuale avrebbe cambiato completamente la sua vita. Una vita condotta nella piena normalità e razionalità da sfiorare, talvolta la monotonia. Il lavoro nell’agenzia di viaggi veniva interrotto dalle regolari partite di tennis ogni venerdì sera, insieme a Marica, e dalle brevi gite domenicali col fidanzato che si concludevano, nella maggior parte delle volte con una cena in pizzeria.
Dopo le presentazioni, Jessica e l’uomo vennero accompagnati dagli ospiti nella grande sala in stile antico, al centro della quale troneggiava una lunga tavola in massello, esaltata da una lussuosa apparecchiatura di pregiate porcellane e cristalli finissimi.
Prima di sedersi a tavola sorseggiarono un drink sulla grande terrazza dalla quale era possibile ammirare, in lontananza, le luci tremule della città, ormai, avvolta dalle ombre serali. Dietro le colline stava sorgendo la luna che, con i suoi pallidi raggi, rischiarò il volto abbronzato di Luigi, il quale mosse qualche passo per avvicinarsi alla ragazza che lo stava osservando con insistenza. Da una distanza così ravvicinata, Jessica rimase fortemente colpita dallo sguardo penetrante di quegli occhi azzurri, rilucenti come stelle, e dalla perfezione dei lineamenti del viso, al punto che rimase in silenzio per qualche attimo, senza fornire risposta alla domanda , se pur banale, rivoltale dall’uomo, il quale si informava se desiderasse ancora qualcosa da bere. Superato l’iniziale smarrimento, la ragazza cercò di nascondere il suo forte turbamento, sfoderando un largo sorriso, dopodiché prendendolo a braccetto, le sussurrò all’orecchio, di gradire con immenso piacere un altro bicchiere di Martini. Mentre si avviavano verso la tavola dove erano disposte le varie bottiglie e i bicchieri, Jessica cercava di individuare il motivo del suo gesto istintivo e inatteso poichè non era sua abitudine, entrare in confidenze con persone conosciute da poco. Ma quell’uomo esercitava su di lei un fascino irresistibile che le era sembrato del tutto normale sostenersi al suo braccio durante il breve tragitto per giungere alle bevande. Da quel momento Jessica capì che quell’uomo sarebbe stato suo, nonostante avesse notato la fede nuziale all’anulare sinistro. Avrebbe superato qualsiasi ostacolo per averlo.
La squisita cena a base di frutti di mare e di pesce prelibato, si concluse con una magnifica torta al centro della quale si leggeva la data del matrimonio di Marica e di Antonio.
-Perché non mi hai avvertita per tempo che intendevi festeggiare il vostro anniversario?- Chiese Jessica all’amica con tono misto allo stupore e al rammarico per non essersi ricordata di una data così importante.
- Ma cara ho voluto fare una sorpresa a tutti. Non ti ho detto niente per evitare che questo incontro assumesse i connotati di una festa ufficiale e perdesse di conseguenza, la vivacità e la spontaneità di una serata diversa e speciale.
E quella fu veramente una serata speciale per Jessica poiché per la prima volta conobbe il vero amore nella stanza degli ospiti della grande villa, mentre le prime luci dell’alba rischiaravano la grande camera in stile veneziano.
Da quel momento la ragazza s’innamorò follemente dell’uomo e compì quotidianamente gesti inconsulti, pur di giungere al suo scopo. Riusciva ad inventare scuse di ogni genere al fidanzato per incontrare il suo amante in ogni momento della giornata. Talvolta sosteneva di non essere disponibile perché aveva fissato l’appuntamento col parruchhiere, altre volte dichiarava di avere forte emicrania per cui preferiva starsene in casa, altrimenti era impegnata con lo shopping o con incontri con le amiche. Ma una mossa troppo istintiva e passionale le fu fatale: il mazzo di rose rosse inviato a casa di Luigi insospettì la moglie, la quale con fermezza e determinazione, decise di indagare a fondo per scoprire l’origine di quel dono così inusuale. In breve tempo l’investigatore privato, assoldato dalla moglie di Luigi si mise sulle tracce degli amanti, scoprendo la verità. La signora venne a conoscenza della relazione del marito con la giovane ragazza. In un primo momento la donna si rifiutava di accettare l’evidenza dei fatti, anche se descritti con minuziosa dovizia dal suo informatore, perché non sopportava l’idea di dover improvvisamente cancellare quindici anni di matrimonio, trascorsi felicemente col coniuge, per una sbandata, magari passeggera,con una ragazzina, di molti anni più giovane di lui. Sperava che Luigi si pentisse del suo gesto e le riconfermasse il proprio amore. Ma il tempo le dette torto poiché suo marito le confessò apertamente che si era veramente innamorato di quella ragazza che era riuscita, con la sua dolcezza e la sua sensibilità a fargli provare emozioni e sensazioni che egli non aveva mai provato fino a quel momento. A quel punto la moglie capì che il loro rapporto era veramente concluso, per cui accettò la separazione consensuale, lasciandolo libero di vivere con Jessica che nel frattempo, dopo accese discussioni col fidanzato riuscì a fargli capire che non lo amava più.
Tutte queste immagini affollavano la mente della ragazza, la quale non si era accorta che il suo orologio da polso segnava ormai le due di notte.Il tonfo sordo di un portone sbattuto con noncuranza,la riportò alla realtà. Il telefono di casa e il cellulare non davano segni di vita. Luigi non avrebbe più chiamato per quella sera. In preda all’angoscia, Jessica si precipitò al suo PC per controllare se vi fosse qualche comunicazione nella Posta elettronica, ma nella posta in arrivo non si leggevano nuovi messaggi ma solo quelli inviati, i giorni precedenti, dalle amiche. Si lasciò cadere sul letto, affondò il volto bagnato di lacrime nel guanciale color confetto, pianse a lungo. Era la seconda sera che Luigi non la chiamava, forse era partito per motivi di lavoro, ma questa era solo una sua supposizione, poiché l’uomo non l’aveva contattata da due giorni. Strinse forte a sé il guanciale ,fingendo di avere tra le braccia Luigi, finchè non si addormentò, esausta.
Quella notte Luigi stringeva fra le sue braccia un’altra donna. Una donna più matura capace di gratificarlo più della dolcezza e della sensibilità di Jessica.
Racconto tratto dalla raccolta di racconti inediti "Frammenti di esistenze" di Cristina Coletta"

domenica 12 aprile 2009

BUONA PASQUA


Porgo i miei più sinceri auguri di buona Pasqua a tutti i blogger......e non solo.
Cristina


giovedì 9 aprile 2009

Un pensiero

Porgo, in questi giorni che precedono la Pasqua, tutta la solidarietà, la comprensione e l'affetto alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo.
Dedico a tutti coloro che non sono più, la seguente poesia.

Affetti mai perduti

Le nostre esistenze
in attesa,
s’incamminano
una alla volta
rassegnate, silenti
verso l’ultimo,
inesorabile traguardo
del breve, tortuoso
percorso umano.

Le persone a noi care
si sono addormentate,
loro malgrado,
una alla volta,
per sempre,
e tale, improcrastinabile,
sarà la nostra sorte.

Che cosa rimane di loro?
Fragili radici spezzate
flebili voci, sussurri eterei
trasportati dal tiepido vento
primaverile
che accarezza gli alti cipressi,
imponenti sentinelle,
poste a guardia della nuova, fredda dimora.

Dove posso adesso rintracciare
i tratti dei volti conosciuti
facilmente amati ma mai dimenticati,
come posso accarezzare i soffici capelli,
baciare le guance segnate dal tempo,
stringere le vigorose mani,
ascoltare le voci confortanti di chi tanto ha amato?

Niente intorno a me di tangibile
solo piccoli frammenti
di ossa sparsi nella madre terra,
arsa dal cocente sole estivo,
lavata dalla abbondante pioggia invernale.
Ma il ricordo del loro amore vive in me
mi conforta, mi infonde coraggio e
mi esorta a proseguire nel difficile cammino.

Cristina Coletta Pizzi

sabato 21 marzo 2009

Mio padre

Dedicata a mio padre ............anche se un po' in ritardo rispetto alla festa del papà.

Mio padre

Le profonde rughe
segnano
un volto invecchiato e stanco.

Orrori di guerra
fame,
miseria
e stenti
hanno indurito
quelli
che, un tempo
furono
i tratti delicati
di un giovane allegro e spensierato.

Adesso lo sguardo
vaga nel vuoto.
I pensieri
corrono
ad altre stagioni
e le labbra sottili
accennano
una smorfia di dolore
che scompare
appena
un mio bacio
sfiora
la sua fronte.

Cristina Coletta Pizzi

Premio speciale al Concorso Internazionale di Poesia “Lodoletta Pini” 13 Maggio 2000

mercoledì 11 marzo 2009

Alta montagna


Alta montagna

La pallida bruma mattutina
a poco a poco si dilegua
palesando ai miei occhi stupiti
l’imponente e maestoso massiccio
di millenarie ed antichissime rocce:
hanno sfidato ,imperturbabili,
nei lontani secoli,
la furia del vento,
dell’acqua e del gelo.

Il silenzio assoluto che avvolge
le frastagliate cime innevate,
viene interrotto, a tratti, dal verso
stridulo ed acuto
di un’aquila in volo.
Fluttua nell’aria
volteggiando, regale
per giungere
ai limiti estremi
dell’azzurro cielo sconfinato.

Sulla cengia, circondata
da profondi e scoscesi dirupi
si erge alta una croce
alla quale rivolgo
una muta preghiera di ringraziamento
per trovarmi, qui
adesso
a perdermi nell’infinito.

Cristina Coletta Pizzi

domenica 8 marzo 2009

lunedì 2 marzo 2009

Nascita


Nascita

Sgorga
limpida
diamantina
rigogliosa
fiduciosa
dalla
granitica
roccia.
Precipita
gorgogliante
in molteplici
rivoli
intricati
lungo
il ripido versante
superando
ostacoli ed
innumerevoli perigli.
Si placa
infine a valle
non più cristallina
nel grande
placido letto: LA VITA.

Cristina Coletta


sabato 21 febbraio 2009

Dedicato a Nuvola Bianca

Corri Nuvola Bianca
nelle infinite distese
di soffice zucchero filato....

Ti vedo galoppare
a perdifiato
nelle praterie
evanescenti.


sabato 14 febbraio 2009

giovedì 12 febbraio 2009

La storia di Ciacchina


Nella savana è nata Ciacchina.................


UN’ ESCURSIONE INSOLITA


Alle sette antimeridiane di una tranquilla mattina di luglio, tutti i componenti del gruppo equestre amatoriale, nato da poche settimane, avrebbero dovuto trovarsi all’imbocco della piccola strada di sassi bianchi che conduce, ripida e panoramica, sulla vetta del monte più alto della vicina catena montuosa, per un’escursione tra i boschi.
Elisa, l’amazzone più mattiniera, in sella alla sua cavalla Sally, si trovava sul luogo d’incontro, con una buona mezz’ora d’anticipo, per godersi nel silenzio, interrotto a tratti dal cinguettio dei passerotti, uno degli spettacoli più incantevoli che la natura possa offrire: l’alba di un nuovo giorno. Il rumore cadenzato degli zoccoli dei cavalli in avvicinamento, richiamano l’attenzione di Sally che immediatamente volge il muso nella direzione dei sei cavalieri e continuando a masticare un ciuffo d’erba fresca strappato dal ciglio della strada,li osserva scupolosamente uno ad uno, ma senza timore poiché ne riconosce gli odori. Elisa abbandona la sua posizione, da dove si poteva contemplare il disco giallo innalzarsi sempre più in alto dalla creste dei monti scuri, per andare a salutare i suoi compagni di viaggio. Anche Mirco e Stefania, i due componenti più giovani del gruppo ce l’hanno fatta ad alzarsi così presto per seguire i più esperti nell’escursione montana. Avevano partecipato in passato a diverse passeggiate con i loro cavalli ma questa era la prima volta che dovevano affrontare un percorso così tortuoso e non privo di difficoltà, nonostante tutto erano tranquilli poiché riponevano moltissima fiducia nei loro animali con i quali avevano raggiunto un discreto livello di affiatamento. Erano riusciti a procurarsi le bisacce per il pranzo al sacco e due grandi borracce scamosciate da riempire al primo ruscello che avrebbero incontrato. Non c’è niente di più dissetante dell’acqua sorgiva in una promettente calda giornata d’estate aveva assicurato Elisa ai ragazzi, il giorno precedente
Dopo i saluti i cavalieri e le amazzoni si dispongono in fila indiana per accingersi ad affrontare il primo tratto del sentiero, uno dei più ripidi dell’intero percorso ma il più panoramico e suggestivo.
- Hanno ragione a chiamarla “ strada Belvedere”! Esclama stupefatta Mara,l’amica di Elisa. - Da questa posizione è possibile ammirare tutta la vallata, le curve sinuose del fiume e persino il mare in lontananza con le principali isole! E’ veramente una visione incantevole.
- Sì, è proprio vero. Conferma Giulio il più anziano dei cavalieri.
- Tuttavia non lasciatevi rapire troppo dall’incanto del paesaggio, fate attenzione piuttosto a dove i cavalli mettono gli zoccoli, poiché il bordo del sentiero è cedevole e franoso. -Ok. Rispondono gli altri. Ricevuto capo!
Oltrepassata la grande curva che sovrasta la cava di pietre rossastre, la strada sassosa si inoltra in un fitto bosco di castagni, pini marittimi e piccoli olivi nati spontaneamente. L’aria frizzantina procura un po’ di refrigerio alla spensierata comitiva che comincia ad accalorarsi.

Continua.........................

Racconti


Quando finisce l’inferno comincia il paradiso


Mentre un refolo muove dalla fronte, una ciocca arricciata della folta chioma castana scura, lo sguardo vaga in fondo all’orizzonte laddove le bianche vele si perdono nel riverbero accecante della forte calura estiva. La mente corre, improvvisamente, all’immagine del padre, fissata in una foto in bianco e nero, sbiadita e sgualcita. Un uomo giovane, dai folti baffi corvini cadenti, morto inaspettatamente di polmonite fulminante, al ritorno da un viaggio con la diligenza, da un paesino alla periferia della città. Questo è ciò che ha sempre sentito raccontare dalla madre di mezz’ età, nei momenti di profondo sconforto. Avrebbe desiderato moltissimo conoscerlo di persona, sin da quando, bambina, rivolgeva le innocenti domande ai familiari per conoscere la verità sulla partenza, ormai troppo prolungata ed inverosimile del padre. Quel viaggio stava diventando un ossessione per la ragazzina. Alle domande insistenti e precise, seguivano immancabilmente, rispose vaghe, concise e frettolose dei parenti. Solo con l’inizio della scuola elementare la fanciulla comprese la triste realtà, mai completamente accettata.
Anche adesso, adolescente dalle fattezze, ormai di donna, spesso avverte la mancanza della presenza della figura paterna, nonostante, il fratello maggiore si prodighi per la famiglia, cercando di assicurare a tutti affetto, cure ed un tenore di vita decoroso, proprio come avrebbe fatto il padre. Nonostante ciò la ragazza a volte, si isola in un mutismo malinconico, pensando al padre.
Come ogni anno, Gianna, insieme alla madre e ai fratelli, nel mese di agosto si trasferisce dalla città, dove il caldo è insopportabile ed afoso, nella piccola cittadina rivierasca dal clima mite e gradevole, le cui bellezze paesaggistiche più volte sono state decantate dal poeta D’Annunzio, nelle sue liriche.
Rapita dall’incantamento del paesaggio marino, al quale fa da cornice la verdeggiante e rigogliosa pineta, la ragazza non si accorge che, Alberto, il ragazzo più anziano ed intraprendente del gruppo di amici, che ogni anno si ritrovano al mare in vacanza, sta trascinando verso la riva la grossa camera d’aria di un vecchio camion, per cominciare il gioco più apprezzato dai giovani nuotatori. I richiami insistenti dell’amica del cuore la distolgono dai suoi pensieri. Non c’è niente di meglio da fare, in una torrida giornata d’agosto, che tuffarsi nell’enorme cerchio di gomma nera e sfidare i partecipanti in una vera e propria gara di resistenza. Gianna salta giù dal patino di legno, confidente muto di piccoli segreti, bisbigliati tra amiche, con l’agilità di una giovane gazzella per raggiungere gli amici. Non vede l’ora di bagnarsi nell’acqua fresca, a quell’epoca cristallina, per eliminare il fastidioso prurito provocato dal pesante costume di lana, color bordeaux.

Continua....................


mercoledì 11 febbraio 2009






Tramonto

Tremuli i pensieri
riflettono
sull’immenso
specchio d’acqua
d’arancio colorato.

Onde leggiadre
la brezza disperde
come fragili foglie
trasportate lontane.
Lacrime di tristezza
rigano
infossate guance
di un volto stanco
provato dalla vita.

Solitario
il vecchio canta
al fulgido
disco infuocato
che s’immerge
nelle onde increspate
del Tirreno,
antiche passioni
e struggenti desideri
mai sopiti nel profondo
del cuore.

Vividi
nella mente
riaffiorano
i ricordi
di viaggi per mare
in terre lontane
e di giovanili
amori perduti.

Incantato, il vecchio
contempla
la morte
dolce e silente
del magico
astro dorato.

Tenui i bagliori
si perdono
nelle ombre crepuscolari
mentre
l’ultimo spicchio di stella
si adagia lento all’orizzonte.

Sul volto segnato
dal tempo e dal dolore
si accende
di nuovo il sorriso
e la speranza
di una radiosa alba nuova.

Cristina Coletta Pizzi.

sabato 7 febbraio 2009

A Bianca


A Bianca, la mia inseparabile cavalla.


Non rimane alcuna traccia del grigiore
della opprimente monotonia quotidiana
quando sono con te
al tenue chiarore dell’aurora
nelle immense e sconfinate praterie.

Durante le nostre interminabili corse
mentre il vento freddo e pungente
mi sferza il viso, fino a farmi lacrimare gli occhi
riesco ad avvertire le impercettibili vibrazioni
dei tuoi muscoli in tensione
che fremono per la forte eccitazione.

Quando, infine, i nostri corpi,
in una simbiosi perfetta
sembrano staccarsi da terra
fino a toccare il cielo
allora il mio sogno si corona.

Per tutto questo ti ringrazio
cara, affettuosa e fedele amica.

Cristina Coletta Pizzi

Letture


Storie per grandi e piccini per stimolare la fantasia!!!!!!!!!



Quando
la vita
diventa
troppo
difficile

salgo
in groppa
al mio
cavallo

e mi
avvicino
al cielo.......

venerdì 6 febbraio 2009

Poesie










Ritaglio di paradiso







L’immensa distesa d’acqua marina, striata di turchino e di smeraldo, accarezzata dalla fresca brezza, incontra in lontananza l’azzurro cielo terso, delineando l’orizzonte, sfumato dal riverbero abbagliante, punteggiato da bianche vele.

L’acqua cristallina, leggiadra e spumeggiante, si infrange sulla battigia di bianchi ciotoli levigati, animando la voce del mare, che pervade tutto intorno la magica atmosfera.

I raggi solari riscaldano la mia pelle mentre mi perdo ad ascoltare l’inarrestabile e struggente voce del mare, interrotta, a tratti, dal verso stridulo dei gabbiani.
Respiro profondamente, inebriata, la rigenerante aria salmastra.

Ammiro estasiata il suggestivo paesaggio marino, complice una piacevole e rilassante sensazione di serenità.

Il fascino irresistibile del mistero del creato mi incanta, mi rapisce, mi libera dalla opprimente gabbia delle convenzionalità del vivere quotidiano, regalandomi un ritaglio di paradiso in questo caotico e frenetico mondo terreno.


Cristina Coletta

Anche i più piccoli amano leggere!


Tante storie appassionanti anche per i più piccoli............



Il formichiere Sam



Un giorno il formichiere Sam uscì dalla sua tana,
nascosta tra le foglie dei cespugli di more e si mise in cammino
per il bosco, in cerca di un grosso formicaio brulicante
di giovani formichine, tenere, da gustare per colazione......
La storia continua nel tascabile
"RACCONTI PER RAGAZZI " di Cristina Coletta Pizzi


lunedì 2 febbraio 2009

domenica 1 febbraio 2009


La fantasia spesso fa vivere esperienze immaginarie che appaiono reali e consistenti....
La fantasia ci permette di vivere esperienze immaginarie, fantastiche che spesso appaiono reali e consistenti.

Il mio Blog

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