Non può che amareggiarmi
il pensiero di una disgregazione totale
in un futuro prossimo o lontano
del mio corpo trasformato in
innumerevoli atomi
da assemblare ad altri
microscopici corpuscoli
di sconosciuti e disparati esseri viventi.
Un'infinitesimale particella
del mio essere
potrebbe
un giorno
ritrovarsi imprigionata
nella pagina di una foglia
di un vecchio platano
oppure all'interno del pelo
di un avido roditore.
Neppure l'idea che il mio vissuto
possa vagare nell'infinito spazio
eternamente
sotto forma di onde elettromagnetiche
fluttuanti nell'infinito spazio
riesce a procurarmi sollievo.
Solo la speranza che quest'energia
possa materializzarsi in un'immagine
di un cavallo alato fuggente
nelle vaste praterie dell'immensità del cielo,
probabilmente sbiadita, dai contorni eterei
ma indelebile e persistente
messaggera di pace e di speranza
a chi volge lo sguardo al cielo
nei momenti di sconforto e di angoscia
alla ricerca della vera felicità.
Cristina

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