Affetti mai perduti
Le nostre esistenze
in attesa,
s’incamminano
una alla volta
rassegnate, silenti
verso l’ultimo,
inesorabile traguardo
del breve, tortuoso
percorso umano.
Le persone a noi care
si sono addormentate,
loro malgrado,
una alla volta,
per sempre,
e tale, improcrastinabile,
sarà la nostra sorte.
Che cosa rimane di loro?
Fragili radici spezzate
flebili voci, sussurri eterei
trasportati dal tiepido vento
primaverile
che accarezza gli alti cipressi,
imponenti sentinelle,
poste a guardia della nuova, fredda dimora.
Dove posso adesso rintracciare
i tratti dei volti conosciuti
facilmente amati ma mai dimenticati,
come posso accarezzare i soffici
capelli,
baciare le guance segnate dal
tempo,
stringere le vigorose mani,
ascoltare le voci confortanti di
chi tanto ha amato?
Niente intorno a me di tangibile
solo piccoli frammenti
di ossa sparsi nella madre terra,
arsa dal cocente sole estivo,
lavata dalla abbondante pioggia
invernale.
Ma il ricordo del loro amore vive in me
mi conforta, mi infonde coraggio
e
mi esorta a proseguire nel difficile cammino.
Cristina Coletta Pizzi

