mercoledì 30 dicembre 2009

Breve riflessione

Cosa significa “educare” oggi?



Da diversi anni opero come insegnante nella attuale scuola primaria e avverto la profonda necessità di affermare che, oggi più che mai, in una società in perenne trasformazione strutturale e culturale, come la nostra, se vogliamo, in crisi a causa del crollo dei fondamentali valori etici, determinato dalle ideologie materialistiche e pragmatistiche; afflitta dal consumismo e dall’edonismo che rischia di ridurre l’uomo ad un passivo ricettatore di stimoli, ad un essere provvisorio, in una società nella quale la domanda di istruzione e di formazione si è posta già da tempo in maniera pressante ed urgente, sia fortemente avvertita da molti l’esigenza di “riscoprire” il profondo significato dell’educazione.
Il significato intrinseco della parola educare, come è a tutti ben noto, vuol dire “trarre fuori” anche se talvolta non tutti lo ricordano, pertanto l’educazione dovrebbe risolversi in una serie d’azioni atte a promuovere il pieno svolgimento dell’educando, esprimendo quella somma di valori che sono connaturati al suo essere.
L’educazione deve essere intesa, a mio avviso, quale proposta di valori capace di risvegliare i valori emergenti della persona, non asservita a qualsiasi tipo di metodo o metodologia. Il fulcro dell’educazione dovrebbe tendere all’espressione della libertà che favorisce lo sviluppo spontaneo della personalità di ogni individuo, che gli consenta di conquistare autonomia e coscienza sulla base di un nucleo di identità e di originalità per esprimere compiutamente se stesso. La scuola, deve, quindi, nonostante le scelte di rigoroso contenimento delle spese, apportate dalla Riforma Gelmini, non sempre condivisibili, specialmente se applicate a ciò che è indispensabile al buon funzionamento del servizio erogato, tener ben presenti alcuni bisogni fondamentali della persona, tra cui quelli di responsabilità, di solidarietà, di iniziativa, di coerenza e di rispetto reciproco. Ogni cittadino, quindi, dovrebbe essere posto nella condizione di avvertire la necessità di compiere esperienze che, in qualche modo, soddisfino i fondamentali bisogni di sicurezza, di iniziativa e di autonomia, indispensabili, a mio avviso, per la risoluzione dei difficili problemi che l’avanzata tecnologica pone incessantemente all’uomo moderno. Per questo motivo ritengo che ogni insegnante, ogni educatore debba, con profondo senso di responsabilità, porre un forte accento sulla valorizzazione e la formazione di ciascun bambino, che deve essere considerato innanzitutto un uomo ed un cittadino, portatore di un sostanziale diritto e dovere educativo che gli consente una partecipazione cosciente e responsabile alla vita democratica e civile del proprio Paese. Solamente dopo questo riconoscimento di ordine umano e civile il bambino dovrà essere valutato come alunno nonché come diretto “utente” del processo educativo. Il riconoscimento civile, prima che pedagogico, del bambino ha portato, secondo me, come conseguenza pedagogica immediata la richiesta di un compito di alfabetizzazione culturale più specifico e più qualificato. Intendo dire che i compiti educativi devono diversificarsi, nel rispetto della originale personalità degli alunni, per poter arricchire e potenziare le più svariate occasioni calibrate ai personali ritmi di maturazione che consentono a ciascuno di raggiungere traguardi comuni. Per questo motivo ritengo di poter affermare che ciascun educatore se desidera veramente creare occasioni stimolanti per suscitare la curiosità nei ragazzi, in modo tale da rendere realmente “motivato” ogni apprendimento, deve, secondo il mio parere, porsi “in ascolto” nei confronti di ciascuno di loro, per carpirne “la voce dell’anima più recondita” proprio
come si poneva nei confronti del cavallo impaurito, il protagonista del libro “L’uomo che sussurrava ai cavalli” di N. Evans. Naturalmente usando questa metafora non ho inteso paragonare i bambini ai cavalli e gli educatori agli addestratori ma ho cercato di evidenziare l’importanza di porsi “in ascolto” verso l’altro per riuscire a cogliere i bisogni, le necessità, le emozioni e i pensieri più nascosti. Durante la mia carriera di insegnante ho avuto modo di sperimentare che, mai come adesso, i ragazzi, “assorbiti” dal mondo dell’informatica e della telematica, che impegna le loro menti nelle attività più disparate, di fronte agli schermi dei personal computer e dei videogiochi per gran parte della giornata, hanno bisogno di essere ascoltati per essere aiutati a liberare le intrinseche potenzialità di fantasia e di creatività presenti in ciascuno di loro in una scuola del “fare” per “capire”. I ragazzi che ho avuto modo di conoscere durante lo svolgimento della mia professione, spesso, mi hanno fornito spontaneamente validi suggerimenti nella scelta di adeguate strategie educative per un proficuo orientamento nei loro processi di apprendimento.
Sono convinta, quindi, che solo se sapremo veramente ascoltare le intime richieste dei ragazzi, spesso celate ai nostri occhi, allora potremo affermare che la scuola sarà in grado di svolgere un compito rassicurante di educazione intellettuale che faccia di ogni alunno, una persona consapevole, fiduciosa e aperta all’incontro ed alla partecipazione attiva alla vita democratica del nostro Paese.
Cristina Coletta

martedì 15 dicembre 2009

Poesia


Natale

Nella notte, scura
silente,
scendono
candidi
i fiocchi di neve,
ricoprono
leggeri
la città
con un bianco
mantello,
soffice e leggiadro.

Rimane incantato,
per un momento,
il bambino al vetro
appannato
della finestra,
rapito dal magico paesaggio.

Vorrebbe esultare
dalla gioia
per la grande
festa del Natale.

Ma copiose lacrime
rigano il suo
delicato,
pallido visino.

Vorrebbe aprire
i doni natalizi
insieme ai suoi
familiari e gridare a tutti
la propria felicità.

Vorrebbe abbracciare
forte,forte suo padre
che
per colorare la vita
di molti bambini
tristi ed infelici,
per accendere
la speranza
a chi vive, lontano, oltre confine,
ha donato per sempre la propria vita.

Cristina

venerdì 20 novembre 2009

Premiazione




3° Premio città di New York per il racconto "Little Ranch" conferito a Cristina Coletta Pizzi il 13 Ottobre 2009






Domenica 15 novembre 2009 si è svolta a Vinci la premiazione dei poeti e degli scrittori che non hanno potuto ritirare il premio a New York il 12 0ttobre 2009.


VINCI* *Scrittori e Poeti da tutta Italia **in onore al Genio Vinciano* *Presentata "LA VIA DI CATERINA" di Nicola Baronti**(La Versiliana Editrice,2009)*15 novembre 2009 *Domenica 15 novembre 2009,* la sala convegni dellaPalazzina Uzielli di Vinci era gremitissima di poeti escrittori, *oltre cinquanta accreditati da molte regioniitaliane ( Piemonte, Lombardia, Liguria, Umbria, Veneto,Puglia, Molise)**, *per festeggiare il ritorno della LiberaAssociazione Poeti e Scrittori di Fucecchiodall'International Literary Contest New York Citymanifestazione collaterale al Columbus Day 2009.*Nell'occasione è stato presentato il libro di NicolaBaronti " La Via di Caterina", edito da La VersilianaEditrice,* una raccolta delle note storiche e poetiche chehanno costituito la base programmatica dell'omonimo percorsoteatrale vinciano, nell'ambito dell'ormai triennale progettodi valorizzazione e promozione culturale e turisticadenominato " San Pantaleo e Caterina".A fare gli onori di casa, accanto al *Presidente della LAPSdi Fucecchio, Giuseppina Morelli*, il *Sindaco di Vinci*,*Dario Parrini,* che hanno ricordato il successodell'iniziativa newyorkese e rinnovato l'impegno ad unamaggiore diffusione della poesia, a tutti i livelli. Pertale motivo si giustificava la scelta di presentare *La Viadi Caterina*, un'esperienza teatrale e poetica del nostrocircondario, come uno degli esempi più significativi,riuscendo a coinvolgere tante persone sui sentieri dellacampagna che da Vinci conduce a San Pantaleo sulle orme diun Leonardo fanciullo, raccontato da poeti e cantori dileggende e storie popolari.*Alessandro Vezzosi,* Direttore del Museo Ideale, ha quindievidenziato gli aspetti e le peculiarità del percorsopoetico vinciano, che sull'espediente leonardiano riesce afar rivivere la storia del borgo e dei suoi protagonisti,restituendo al mito vinciano un contesto tutto domestico,quasi familiare, animato da personaggi reali e di fantasia,riscoprendo usi e tradizioni smarrite del nostro territorio.I testi poetici di Nicola Baronti interpretatimagistralmente dall'attore *AndreaGiuntini *hanno quindi condotto i presenti nella dimensionedi un cammino tutto interiore, seppure parallelo a quelloturistico, alla riscoperta degli antichi sapori, colori esaperi del paesaggio vinciano, che di lì a poco simaterializzavano nel video con le foto dei paesaggi e degliattori della Via di Caterina, realizzate da Camilla Boldrinie Corrado Granata nel corso dell'ultima edizione delsettembre scorso.<http://4.bp.blogspot.com/_4I9r3AlrlZ8/SwGJi3-1IYI/AAAAAAAABXc/gtbpHJxgvkY/s1600/DSC_0035.JPG> La Moira, personaggiodella Via di Caterina 2009Nel pomeriggio, si è quindi parlato della poesia comesolidarietà con lo scrittore milanese, *VincenzoParolini*,che è stato premiato dal Sindaco di Vinci per il suoimpegnocivile; dei parchi letterari con la scrittrice pugliese,*Maria Antonietta Elia;* della poesia come ricerca esollievo dal dolore, con lo scrittore torinese, ancheprimario emerito dell'ospedale delle Molinette, *PierantonioMilone*; della poesia dell'amore con il poeta lastrigiano*Antonio Sabatino *e di tante altre esperienze di artistipoliedrici provenienti da tutta Italia, fra cui segnaliamoquella di Antonia Bianco, delicata poetessa di Sovigliana.Sul motto leonardiano " raro cade chi ben cammina" venivaconferito a tutti i poeti presenti in titolo di"bencamminatore" nel mondo delle arti e della poesia, sulmotto leonardiano " raro cade chi ben cammina" e la consegnadella moneta ricordo con l'effoge del sigillo medievale delpaese. ***Vinci si è quindi confermata ancora una volta luogofondamentale per lo sviluppo e la promozione dell'arte edella cultura del nostro * *territorio nel mondo, riuscendocon le ali della poesia e l'aiuto degli artisti della LAPS aportare una esperienza tutta quanta locale, un sentiero dicampagna come la Via di Caterina, a sfilare nella piùimportante arteria di New Yok come la Fifth Avenue nel corsodell'ultimo Columbus Day, davanti ad oltre mezzo milione dipersone e in collegamento con i maggiori canali televisivistatunitensi.*<http://3.bp.blogspot.com/_4I9r3AlrlZ8/SwGJif0yRxI/AAAAAAAABXU/U3mFJKa62oE/s1600/DSC_0045.JPG>San Pantaleo di Vinci,paesaggio materno di Leonardo La manifestazione è stata organizzata dalla LAPS ( LiberaAssociazione Poeti e Scrittori) in collaborazione con ilComune di Vinci e il patrocinio della Condotta Slow FoodVinci e Montalbano e Pro Loco Vinci. Pubbliche relazioni:Dama di BaccoCon preghiera di diffusione[Allegato : IMG_0815.JPG]___________________________________La Versiliana Editrice s.r.l.50054 Fucecchio (FI)Via Nelli, 6Tel. +39 0571 22008http://www.laversilianaeditrice.com/







giovedì 19 novembre 2009

Una poesia bellissima


Il più bello dei mari


Il più bello dei mari

è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto.


Nazim Hikmet

sabato 31 ottobre 2009

Creature stupende: i bambini



Qualcuno ha detto:


“La bellezza del mondo è nel sorriso di un bambino”.


Io aggiungo:” non permettiamo mai alle lacrime di sostituire il sorriso spensierato e innocente di un fanciullo.”


Cristina Coletta

lunedì 5 ottobre 2009

Alluvione in Sicilia


Ancora una tragedia colpisce l'Italia e i suoi abitanti.

Siamo tutti vicini e solidali al dolore dei familiari delle vittime dell'alluvione.

Chry.